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LEVA DIGITALE

Guida per psicologi

Il sito dello psicologo e il Codice deontologico: cosa puoi scrivere

Di Emanuele Simari · aggiornata il · 7 minuti di lettura

Quando un collega mi chiede “posso scrivere questo sul sito?”, quasi sempre la risposta è nel Codice deontologico degli psicologi, in particolare negli articoli 38, 39 e 40. Qui li traduco in scelte concrete per il sito. Non è una consulenza legale: è il modo in cui li applico nei siti che costruisco.

Quale Codice vale oggi

Negli ultimi anni c’è stata un po’ di confusione, quindi vale la pena fare il punto (ottobre 2026):

  • Nel 2023 una revisione del Codice è stata approvata con referendum ed è entrata in vigore il 1° dicembre 2023.
  • Il Consiglio di Stato l’ha annullata con una sentenza del 5 dicembre 2024, pubblicata il 24 dicembre 2024. Da allora vale di nuovo il testo precedente, quello che il Consiglio Nazionale (CNOP) pubblica cometesto vigente.
  • Nel 2026 il CNOP ha avviato un nuovo percorso di revisione, che dovrà passare da un nuovo referendum. Finché non si vota, valgono le regole qui sotto. Quando cambierà qualcosa, aggiornerò questa guida.

I tre articoli che riguardano il sito

Articolo 38: decoro e dignità

Quando ti presenti in pubblico, anche online, la tua comunicazione deve rispettare il decoro e la dignità della professione. In pratica: tono sobrio, niente slogan da offerta commerciale, niente immagini che banalizzano la sofferenza.

Articolo 39: presentarti in modo corretto

Formazione, esperienza e competenze vanno presentate in modo corretto e accurato, così chi legge può scegliere in modo libero e consapevole. Sul sito significa titoli esatti, niente abbreviazioni ambigue e niente competenze “gonfiate”.

Articolo 40: la pubblicità informativa

È consentita la pubblicità che informa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzi, con trasparenza e veridicità. Il rispetto di queste regole lo verifica il Consiglio dell’Ordine. Sono invece vietati i comportamenti scorretti per procurarsi clienti.

L’articolo 1 aggiunge che le stesse regole valgono anche quando lavori a distanza, quindi anche per le sedute online e per come le presenti sul sito.

Cosa puoi scrivere sul sito

  • Nome, titolo e iscrizione all’Albo: Ordine regionale e numero.
  • “Psicoterapeuta”, solo se l’annotazione risulta nell’Albo.
  • Formazione, specializzazioni, approccio o orientamento, scritti in modo comprensibile.
  • I temi di cui ti occupi e a chi ti rivolgi: adulti, coppie, adolescenti…
  • Come lavori: primo colloquio, durata delle sedute, in studio o online.
  • Il costo delle sedute. È un’informazione esplicitamente consentita, e aiuta chi ti cerca a decidere.
  • Indirizzo dello studio, orari e modi per contattarti.
  • Una tua foto vera e recente.

Cosa evitare

  • Testimonianze e recensioni di pazienti, anche anonime o arrivate in privato. Mettono a rischio il segreto professionale e trasformano il rapporto di cura in pubblicità. È la scelta più prudente, e diversi Ordini regionali la indicano chiaramente.
  • Promesse di risultati: “guarire dall’ansia in 10 sedute”, “risultati garantiti”.
  • Superlativi e confronti: “il miglior psicologo di…”, “più efficace di…”.
  • Sconti aggressivi o offerte a tempo, con toni da volantino.
  • Contenuti senza basi scientifiche. Articoli con opinioni personali presentate come fatti possono essere contestati: un Ordine regionale ha sanzionato proprio contenuti di un sito non supportati dalla letteratura.
  • Casi clinici riconoscibili, anche “romanzati”.

E le recensioni su Google?

Se hai una scheda su Google Maps, le persone possono lasciare recensioni anche se non lo chiedi. Le regole prudenti sono tre:

  1. Non sollecitarle: niente richieste ai pazienti, niente cartelli in studio.
  2. Non riportarle sul sito né sui social.
  3. Se rispondi, non confermare mai che chi scrive sia un tuo paziente, nemmeno per ringraziare. Una risposta neutra e generica protegge la riservatezza.

Il tuo Ordine regionale

Alcuni Ordini hanno regolamenti o linee guida propri sulla pubblicità, e in qualche caso chiedono di sottoporre i messaggi pubblicitari prima di diffonderli. Prima di pubblicare il sito controlla il sito del tuo Ordine. Se hai un dubbio su una frase o una sezione, chiedi un parere: è il modo più sicuro per stare tranquilla o tranquillo.

Come applico queste regole

Nei siti che costruisco le regole sono già dentro la struttura: dati dell’Albo e partita IVA sempre visibili, nessuna sezione recensioni, testi informativi e sobri, costo delle sedute mostrato senza toni da offerta. Per gli aspetti di privacy c’è la guida dedicata.

Fonti: testo vigente del Codice deontologico pubblicato dal CNOP (artt. 1, 38, 39, 40) e comunicazioni del CNOP e degli Ordini regionali. Questa guida non sostituisce il parere del tuo Ordine.

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