Guida per psicologi
Come farti trovare da nuovi pazienti online
Di Emanuele Simari · aggiornata il · 7 minuti di lettura
Il passaparola resta la fonte principale di molti studi, ma sempre più persone, prima di chiamare, cercano online. Spesso lo fanno di sera, dal telefono, in un momento di difficoltà. Questa guida spiega dove ti cercano e cosa puoi fare, in ordine di importanza, rispettando il Codice deontologico.
Come cerca chi ha bisogno di uno psicologo
Le ricerche tipiche sono di tre tipi:
- Professione e luogo: “psicologo Cosenza”, “psicoterapeuta vicino a me”.
- Problema e luogo: “psicologo ansia Bologna”, “terapia di coppia Torino”.
- Modalità: “psicologo online”, “psicoterapeuta che parla inglese”.
Per queste ricerche Google mostra, dall’alto in basso: eventuali annunci a pagamento, una mappa con le schede degli studi vicini, poi siti e portali. Ognuno di questi spazi si conquista in modo diverso.
1. La scheda Google Business: il primo passo
È gratuita, ed è quella che compare nella mappa. Per chi cerca “psicologo + città” è spesso la prima cosa che vede. Curala così:
- Categoria giusta: “Psicologo” o “Psicoterapeuta”, la stessa che userebbe un paziente per cercarti.
- Indirizzo dello studio, orari reali e telefono. La scheda è pensata per chi riceve le persone di persona: se lavori solo online, di solito Google non la concede.
- Descrizione sobria: chi sei, di cosa ti occupi, come lavori. Valgono le stesse regole del sito.
- Foto vere di te e dello studio, dell’ingresso, della sala d’attesa.
- Link al sito, meglio se alla pagina contatti.
Sulle recensioni vale la prudenza: non sollecitarle e, se rispondi, non confermare mai che chi scrive sia un tuo paziente. Ne parlo nella guida sul Codice deontologico.
2. Un sito con una pagina per ogni tema
La scheda Google ti fa trovare da chi cerca “psicologo + città”. Il sito ti fa trovare da chi cerca ilproblema. Se ti occupi di ansia, di coppie e di adolescenti, una pagina dedicata a ciascun tema ha molte più possibilità di comparire per “psicologo ansia + città” rispetto a una riga in una pagina generica.
Una buona pagina tema spiega in parole semplici:
- di cosa si tratta, senza diagnosi e senza promesse;
- come lavori su quel tema e come si svolge il primo colloquio;
- dove ricevi, se anche online, e come prendere appuntamento.
Per il resto del sito c’è la checklist completa. Conta anche la velocità: un sito che si apre lento dal telefono perde persone prima ancora che leggano.
3. MioDottore e gli altri portali
I portali di prenotazione hanno molto traffico e possono portare richieste in fretta. Prima di abbonarti, però, conviene sapere alcune cose:
- Il profilo non è tuo: se smetti di pagare, sparisce, e con lui il lavoro fatto.
- Chi ti trova lì vede, accanto al tuo, i profili dei colleghi.
- I prezzi spesso non sono pubblici: si conoscono con un preventivo. Controlla durata minima del contratto e rinnovo automatico.
La strategia più solida è usarli insieme al tuo sito, non al posto: il profilo porta visibilità, il sito ti fa scegliere. E se un giorno lasci il portale, il sito resta.
4. Gli stessi dati, ovunque
Nome, indirizzo, telefono e titolo devono essere identici sul sito, sulla scheda Google, sui portali e sull’Albo. Sembra un dettaglio, ma Google li confronta per capire che si tratta della stessa persona, e chi ti cerca non si confonde tra due numeri diversi.
5. La rete che hai già
Medici di base, pediatri, colleghi con un orientamento diverso dal tuo, scuole, associazioni del territorio: molti invii arrivano da qui. Un sito chiaro rende tutto più semplice, perché puoi mandare un link che spiega chi sei, invece di una lunga presentazione.
6. La pubblicità a pagamento
Gli annunci su Google sono consentiti, se rispettano le regole della pubblicità informativa. Ha senso pensarcidopo aver sistemato scheda e sito: pagare per portare persone su una pagina che non convince è il modo più veloce per sprecare soldi.
Cosa non fare
- Comprare recensioni o chiederle ai pazienti.
- Promettere risultati o usare toni da offerta.
- Aprire profili ovunque e lasciarli con dati vecchi.
- Tenere un sito con orari, indirizzi o prezzi sbagliati: fa più danni di non averlo.
In quanto tempo si vedono i risultati
Una scheda Google ben fatta può portare le prime richieste nel giro di qualche settimana, soprattutto in città medio-piccole. Le pagine del sito di solito impiegano alcuni mesi per salire nei risultati, poi continuano a portare persone senza costi aggiuntivi. Per questo conviene partire presto.
Vuoi un sito che fa già tutto questo?
Costruisco siti per psicologi e psicoterapeuti con queste regole già applicate: Codice deontologico, privacy, dati dell’Albo, pagine pensate per farti trovare su Google. Il prezzo lo vedi subito, senza lasciare dati.
Altre guide
- Quanto costa un sito per psicologi, e cosa paghi davveroLe tre strade possibili, cosa fa salire il prezzo, i costi che si scoprono dopo e le domande da fare prima di firmare.
- Il sito dello psicologo e il Codice deontologico: cosa puoi scrivereQuale Codice vale oggi, cosa puoi scrivere, cosa evitare e come comportarti con le recensioni su Google.
- Privacy nel sito dello psicologo: cosa serve davveroIl modulo di contatto, l’informativa, quando serve il banner dei cookie e i dati da mostrare per legge.
- Cosa deve avere il sito di uno psicologo: la checklistLe sezioni indispensabili, come scrivere i testi, le foto e gli errori che fanno perdere contatti.