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LEVA DIGITALE

Guida per psicologi

Cosa deve avere il sito di uno psicologo: la checklist

Di Emanuele Simari · aggiornata il · 6 minuti di lettura

Un sito per uno studio di psicologia non deve essere grande. Deve essere chiaro. Chi lo apre spesso sta attraversando un momento difficile, legge dal telefono e ha poca pazienza per testi lunghi o menu complicati. Questa è la lista di ciò che serve, nell’ordine in cui chi ti cerca se lo aspetta.

La prima schermata

Senza scorrere, si deve vedere:

  • il tuo nome e il titolo esatto (psicologa, psicoterapeuta…);
  • una frase semplice su cosa fai e per chi, non uno slogan;
  • dove ricevi: città, ed eventualmente “anche online”;
  • un pulsante per contattarti o chiedere un primo colloquio.

Le sezioni indispensabili

Chi sono

Formazione, specializzazione, iscrizione all’Albo e un po’ del tuo percorso, raccontato in modo umano. Una foto vera e recente: è uno degli elementi che più rassicurano chi deve scegliere a chi affidarsi.

Di cosa mi occupo

I temi su cui lavori (ansia, coppia, adolescenti, lutto…) e a chi ti rivolgi. Se vuoi farti trovare su Google per questi temi, ognuno merita una pagina: lo spiego nella guida su come farti trovare.

Come lavoro

Il tuo approccio spiegato senza gergo, come funziona il primo colloquio, quanto dura una seduta e, se vuoi, quanto costa. Indicare il costo è consentito ed evita a molte persone l’imbarazzo di chiederlo.

Dove ricevo

Indirizzo di ogni studio, indicazioni pratiche (piano, citofono, parcheggio), e se lavori online, con quale piattaforma. Per la mappa, un’immagine con il link a Google Maps evita cookie e banner.

Contatti

Un modulo breve, il telefono e, se lo usi, WhatsApp. Sopra il modulo, l’avviso di non scrivere informazioni sulla salute: tutti i dettagli sono nella guida sulla privacy.

Domande frequenti

Le domande che ti fanno sempre: quanto dura un percorso, se serve la prescrizione del medico, se le sedute si possono detrarre, cosa succede al primo incontro. Rispondere qui fa risparmiare tempo a te e coraggio a chi ti scrive.

Il piè di pagina

Partita IVA (obbligatoria in home), Ordine e numero di iscrizione, link a privacy policy e cookie policy. Visibile su ogni pagina.

Come scrivere i testi

  • Dai del tu o del lei, ma con coerenza, e parla alla persona, non ai colleghi.
  • Niente gergo: “ti aiuto a capire cosa sta succedendo” arriva più di “lavoro sulla ristrutturazione cognitiva”.
  • Frasi brevi: dal telefono un paragrafo di dieci righe sembra un muro.
  • Niente promesse e niente superlativi: il Codice deontologico chiede una comunicazione informativa.

Gli errori che fanno perdere contatti

  • Informazioni vecchie: orari, indirizzi o numeri non aggiornati.
  • Un blog fermo da anni: dà l’idea di uno studio trascurato. Meglio poche pagine curate.
  • Nessuna indicazione su come iniziare: chi legge non sa se chiamare, scrivere o prenotare.
  • Un modulo che non funziona o che arriva in una casella che non controlli mai.
  • Un sito lento o scomodo dal telefono, che è da dove arriva gran parte delle visite.
  • Banner dei cookie invadenti per strumenti che non servono.

Checklist

  • Nome, titolo e città visibili subito.
  • Pulsante per il contatto nella prima schermata.
  • Chi sono con foto vera, formazione e iscrizione all’Albo.
  • Temi di cui ti occupi, meglio se con una pagina ciascuno.
  • Come lavori, primo colloquio, durata e, se vuoi, costo.
  • Indirizzo e indicazioni per ogni studio, e se lavori online.
  • Modulo breve con avviso sui dati di salute.
  • Domande frequenti.
  • Partita IVA, Albo, privacy e cookie policy in fondo a ogni pagina.
  • Prova dal tuo telefono: si legge bene e si apre in fretta?

Se vuoi sapere quanto costa realizzarlo, ho scritto una guida con prezzi e costi nascosti.

Vuoi un sito che fa già tutto questo?

Costruisco siti per psicologi e psicoterapeuti con queste regole già applicate: Codice deontologico, privacy, dati dell’Albo, pagine pensate per farti trovare su Google. Il prezzo lo vedi subito, senza lasciare dati.

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